Il bodybuilding prima di essere un’attività sportiva è sicuramente uno stile di vita. Il bodybuilding (costruzione del corpo) o in italiano culturismo, spinge gli atleti ad allenarsi per aumentare il più possibile la massa e la definizione muscolare (mantenendo armonia e proporzioni in linea con i canoni). Lo sa bene anche il ticinese Omar Schena, che un po’ casualmente si è avvicinato al mondo fatto di allenamenti durissimi, manubri con pesi e alimentazione ferrea. Per potercela fare la testa conta molto: “la montagna più alta rimane sempre dentro di noi” o ancora “non aspettare il momento giusto per fare le cose, l’unico momento giusto è adesso”. Frasi che potrebbero riassumere al meglio il percorso che Omar, quotidianamente, segue.

Presentati ai nostri lettori e spiegaci come mai hai deciso di intraprendere questo percorso.
Mi chiamo Omar Schena, ho 25 anni e abito nel Bellinzonese. È iniziato tutto un po’ per caso: volevo solo riprendere e fare un’attività fisica, dato che da qualche anno avevo smesso di giocare a hockey. Il mio obiettivo era quello di ritrovare un sensazione fisica che mi soddisfacesse. Dopo qualche mese mi sentivo davvero bene, a mio agio, e ogni giorno non vedevo l’ora di allenarmi. Vedendo le mie foto sui social mi hanno contattato diversi preparatori, e mi hanno proposto di iniziare a preparare una competizione. Da lì ha iniziato a diventare il mio stile vita, e il mio secondo lavoro (sono diplomato come disegnatore edile ed era quello il mio lavoro principale).

Cos’è il bodybuilding?
Il bodybuilding è qualcosa che non puoi capire se non lo pratichi. È una cultura, un insegnamento di vita, un qualcosa che ti insegna disciplina, costanza, impegno, sofferenza e determinazione. Ti fa crescere come persona e soprattutto ti tornerà utile anche nella vita di tutti i giorni. Ti costruisce una personalità importante. Una sicurezza di te stesso. Ma come detto è difficile da capire se lo si vede solo esternamente…

Spiegaci una tua giornata tipo.
La mia giornata inizia alle 5.00 dove effettuo 30 minuti di tapis roulant a stomaco vuoto. Dopodiché preparo e mangio il primo pasto. La giornata si suddivide in 6/7 pasti. Più o meno si mangia ogni 2 o 3 ore. Se ho la possibilità suddivido gli allenamenti in due sessioni giornaliere. Alla mattina una parte del corpo, alla sera una seconda. Durante la giornata cerco di recuperare, riposando o eventualmente andando dal mio fisioterapista di fiducia per massaggi localizzati. Alla sera di media sono a letto per le 22. Riassumendo: mangio, mi alleno e riposo.

Quanto è importante l’alimentazione?
L’alimentazione è fondamentale. Penso che una volta impostato un allenamento corretto l’alimentazione sia il 70% del risultato. È completamente inutile allenarsi e volere risultati senza avere una linea alimentare precisa in base all’obiettivo.

 

Quali sono i tuoi obiettivi?
Non lo nego, il mio obiettivo è diventare professionista. Vincere il tesserino PRO e gareggiare nel circuito PRO.

Chi è il tuo modello e perché?
Il mio modello è sempre stato Jay Cutler, quattro volte vincitore di Mister Olympia. È la gara piu importante al mondo, dove si sfidano i 15 bodybuilder più forti del pianeta. È sempre stato e sarà sempre il mio modello soprattutto per quello che si è creato. Il suo business d’abbigliamento, d’integratori e il grande numero di fan. C’è poi un altro aspetto che ho sempre apprezzato di lui: è l’unico atleta ad aver perso il Mr. Olympia un anno, e averlo rivinto l’anno successivo. La sua spiegazione? Che la costanza e il credere in se stessi è la chiave per il successo.

In Ticino sono tante le persone che si avvicinano al mondo del bodybuilding?
Diciamo che in Ticino a livello giovanile comincia a esserci la cultura della palestra. Ma andare in palestra è una cosa, fare il bodybuilder un’altra, ovviamente. Il bodybuilding è un’attività che devi vivere 24 ore al giorno. Devi pesare al grammo il cibo, devi sopportare periodi pre-gara di fame, stanchezza e nervosismo che in pochi riuscirebbero a reggere. Deve esserci grande motivazione dietro a tutto questo. E infatti sono più quelli che mollano. In Ticino è una cultura che purtroppo manca e siamo sempre etichettati come “frustrati” o “fissati”. Ma come ho sempre detto, ognuno fa quello che vuole, senza dover giudicare cosa fanno gli altri.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai e stai trovando?
Sicuramente a livello d’immagine. Non ci sono aziende o sponsor a livello ticinese che aiutano atleti in questo ambito. Infatti tutto quello che ho ricevuto viene dalla Svizzera Interna o dall’estero. Diciamo che qui bisogna cavarsela da soli. Bisogna crearsi un’immagine e cercare di farsi notare da chi investe sugli atleti. Siamo molto indietro anche per quanto riguarda le strutture. Basta guardarsi in giro, in America chi fa bodybuilding e un esempio, qui un po’ meno.

Il bodybuilding condiziona la tua vita?
Posso dirlo senza problemi: il bodybuilding è la mia vita. Non c’è nulla di più importante di questo. Ha creato ciò che sono ora, e mi ha fatto diventare ciò che volevo. Io metto questo al primo posto. Quindi, chiaramente, condiziona la mia vita.