La sempre affascinante tappa di Misano la possiamo raccontare questa volta con occhi diversi, perché, noi di Rivista Corner, c’eravamo. Dal vivo la battaglia finale tra il missile rosso guidato da Pecco Bagnaia e la più lenta Yamaha di Fabio Quartararo ha senz’altro regalato non poche emozioni: il francese non ha mai mollato di un solo centimetro, spingendo fino all’ultimo respiro, anche quando il ducatista pareva imprendibile. Bravo, anzi, bravissimo, Bagnaia a scappare via come un ghepardo nel deserto, anche perché probabilmente, con un solo giro in più, la rete di Quartararo lo avrebbe acciuffato.

 

Ma la vince l’italiano, con ampi meriti. Ora più che mai però, a sole 4 gare dal termine, il titolo sembra già andare in un’unica direzione: in Francia. Di seguito i promossi e i bocciati di Misano:

TOP

Pecco Bagnaia (primo), voto 10 
Gara folle: parte a fionda e non si ferma più. Tira come un pazzo dall’inizio alla fine, rischiando un po’ anche in ottica gomme. Ma gli è andata bene. Gara perfetta, senza alcuna sbavatura. Dieci in pagella meritatissimo; per lui è il secondo successo consecutivo in top class.

Enea Bastianini (terzo), voto 10
Gara surreale, la sua. Parte dodicesimo e chiude sul podio, “inforchettando” un avversario dietro l’altro, tra cui Marc Marquez, col quale ingaggia un gran duello, e lo stravince. Tutto questo con il terzo team di Ducati e con una moto del 2019. 

Valentino Rossi (diciassettesimo), voto 10
Direte: “Ma come si fa a dare dieci a un pilota che chiude al diciassettesimo posto?”. Domanda lecita. Risposta: “Come si fa a non dare il massimo dei voti a un pilota, di 42 anni, che riesce ancora a riempire gli spalti di tifo e passione, emozionando i tifosi di tutto il mondo?”. A Misano è un tripudio giallo, con tifosi accorsi da tutte le parti del mondo: Olanda, Germania, Inghilterra, persino Porto Rico, solo per citarne alcune. A parte questo, riesce a piazzare un sorpasso dietro l’altro ai danni di piloti (e moto) ben più blasonati come il fratello Luca Marini o Franco Morbidelli su una Yamaha ufficiale, per non parlare dei duelli con le più performanti KTM. Se solo fosse partito qualche casella più avanti in griglia, avrebbe sicuramente combattuto a ridosso della Top Ten, anche perché il suo passo in gara non era neppure male. ICONA.

Fabio Quartararo (secondo), voto 9
Su una cosa siamo d’accordo tutti, forse. La moto più veloce è indubbiamente la Ducati, il pilota più forte è indubbiamente Quartararo. Su questo circuito, riuscire ad andare a prendere Pecco dopo la sua super partenza e con i cavalli del suo “Ducatone”, è roba da fenomeni, e tutto questo dopo aver perso tempo a lottare a lungo con Jack Miller. Adesso si ritrova in classifica a +48 da Bagnaia, con soli 100 punti ancora in palio. È quasi fatta.

 

FLOP

Jack Miller (quinto), voto 5.5
Due quinti posti consecutivi non sono un brutto risultato, per carità. Tuttavia, se hai la moto per vincere, o quantomeno per andare a podio, allora il giudizio non può che essere positivo. Partire secondo a Misano e chiudere quinto con una Ducati non è proprio il massimo. Gli manca più continuità.

Johann Zarco (dodicesimo), voto 4
Zarco, Zarco, ma che ti succede? Dopo averlo identificato come papabile vicecampione del mondo, ha incominciato un improvviso quanto inspiegabile declino. È da quattro GP che non riesce neppure a entrare in Top Ten. Domenica ha chiuso dodicesimo, addirittura diciassettesimo il weekend prima.

Prossima tappa ad Austin, in Texas, Stati Uniti; domenica 3 ottobre la gara. Alla prossima puntata!