La Serbia ai Mondiali

La storia della Nazionale di calcio serba è quanto mai recente, visto che con il nome di “Serbia” ha preso parte a una sola edizione della Coppa del Mondo, quella del 2010. Prima della rassegna sudafricana aveva infatti partecipato alle varie competizioni sotto il nome di “Jugoslavia” prima e “Serbia e Montenegro” poi (territorio dal quale si è separato all’inizio di giugno del 2006). In quell’occasione, sotto la guida di Radomir Antic, venne eliminata al primo turno, riuscendo però nell’impresa di battere la Germania. Un exploit gettato alle ortiche dalle sconfitte contro Ghana e Australia.

La stella

È possibile che un giocatore di 23 anni, con appena due presenze in Nazionale, sia la stella della sua selezione? Sì, lo è. Il giocatore più forte e rappresentativo della Serbia è senza dubbio Sergej Milinkovic-Savic, il “Sergente” della Lazio. Un calciatore moderno, un “tuttocampista” più che un centrocampista, capace di unire uno strapotere fisico (191 cm di altezza per 76 kg di muscoli) a una più che discreta tecnica (con entrambi i piedi). Tutti i grandi club d’Europa gli fanno la corte e anche se Lotito dice di aver già rifiutato offerte che superavano i 100 milioni difficilmente riuscirà a trattenerlo a Roma per un’altra stagione.

Nato in una famiglia di sportivi (il padre è stato calciatore, la madre cestista e il fratello minore è il portiere di riserva del Torino), ha giocato dapprima nel Vojvodina, poi nel Genk, prima di trasferirsi in Italia nel 2015. L’unico a non accorgersi del suo potenziale è stato l’ex ct serbo Muslin. Ed infatti le mancate convocazione del Sergente, unite alla possibilità che Milinkovic-Savic scegliesse di vestire la maglia montenegrina, gli sono costate l’esonero nonostante la qualificazione ottenuta senza nemmeno passare dagli spareggi. “È il futuro del calcio serbo e non gli volevano permettere di giocare per la sua Nazionale”, disse il presidente della Federazione serba giustificando il licenziamento.

Il pronostico

La Serbia è inserita nel Gruppo E con Brasile, Svizzera e Costa Rica. I bookmakers danno per favorite in vista del passaggio del turno i Verdeoro e i Rossocrociati, e stando ai recenti risultati e al Ranking Fifa (il Brasile è 2°, la Svizzera 6°, la Serbia solo 35a, dietro anche alla Costa Rica 25a) si può anche essere d’accordo. Pure i nomi dei singoli giocatori non sono propriamente altisonanti, ad eccezione di Nemanja Matic e Alexandar Kolarov. Alle Nazionali che con lei formavano la temuta Jugoslavia, la Serbia invidia infatti una prima punta di peso come Dzeko o Mandzukic e centrocampisti di qualità come Pjanic, Modric o Rakitic. Ma attenzione, perché la Serbia ha mister 100 milioni (e oltre…), colui che stoppa di petto i palloni che gli altri tentano di colpire con la testa.