Storia Recente:
Il Wolverhampton (o Wolves) è la prima squadra a essersi guadagnata il diritto di disputare la Premier League 2018-19, calpestando le avversarie nel corrente campionato di Championship. A tre giornate dal termine (playoff esclusi, ovviamente) il distacco tra i Lupi e le inseguitrici è di 12 punti. Ma facciamo un balzo indietro, a quando nel 2012 la compagine inglese iniziò un volo in picchiata verso le leghe minori. Dopo due rocambolesche salvezze ottenute nelle stagioni precedenti accade l’inevitabile, i Wolves, nonostante una rosa dalle indubbie qualità e un filotto di vittorie in apertura di campionato, retrocedono nella lega cadetta vestiti anche dell’umiliazione dovuta alla sconfitta nel Black Country Derby con il West Bromwich. L’annata successiva – come spesso accade nel calcio e nello specifico in un sistema competitivo e livellato come quello inglese – gli arancio-neri, con un nuovo tecnico alla guida e una squadra smantellata, sprofondano in zona retrocessione senza mai essere in grado di uscirne sino al termine. Nel 2013-14, guidati in League One dal futuro centravanti della nazionale scozzese nonché del Celtic di Glasgow, Leigh Griffiths, i Lupi chiudono la season in testa e riconquistano la Championship. Alla promozione seguiranno tre annate di “galleggiamento” a metà classifica, adocchiando i playoff solamente da lontano. Va segnalata però, nel luglio 2016, l’acquisizione del club da parte di un gruppo cinese per circa 45 milioni.

La stagione corrente:
Dopo i fallimenti di Walter Zenga prima e di Paul Lambert poi nella stagione passata, la dirigenza asiatica decide di affidare la panchina all’esperto tecnico ex Porto Nuno Espirito Santo. Il portoghese, oltre a carisma ed esperienza, fa arrivare oltremanica alcuni talenti provenienti dalla sua terra. Dalla sua ex squadra porta con sé Rubén Neves (fulcro del gioco) e Willy Boly (centrale roccioso), due nomi sicuramente non di spicco, ma che nel complesso sono tra le chiavi del successo dei Wolves. Dal Rio Ave arriva Miranda e poi, in prestito dall’Atletico Madrid, un altro lusitano: Diogo Jota, autore sin qui di 16 reti in campionato. A loro si aggiungono i connazionali Ivan Cavaleiro e Hélder Costa, giunti l’anno precedente da Monaco e Benfica non propriamente per due spicci. Una vera e propria armata portoghese, che accompagnata dall’esperienza dei due ex Norwich, il leggendario portiere Ruddy e il terzino Bennett, e dall’estro del fromboliere brasiliano Léo Bonatini, fanno di questo Wolverhampton un vero gioiellino, la cui punta di diamante è rappresentata dal congolese Benik Afobe, già mattatore nella stagione passata. Un gioco veloce, a tratti anche spettacolare, sostenuto da gambe giovani e forti, ha permesso ai Lupi di centrare la promozione nella massima serie.

Perché il Wolverhampton si salverà:
L’identità data da Espirito Santo all’undici del West Midlands è radicata in un gioco veloce ed efficace. L’impronta data dal tecnico lusitano, che gode di un contratto sino al 2020, è totalmente diversa da quella data dai tecnici precedenti. La forza di Espirito Santo è stata quella di trasmettere alla sua squadra i meccanismi di gioco in brevissimo tempo. I risultati sono maturati immediatamente, grazie alla presenza di molti giocatori (soprattutto quelli chiave) che già conoscevano il suo sistema di gioco. L’esperienza di altri attori principali come Ruddy e Afobe hanno fatto sì che gli ingranaggi girassero nel modo più consono.
Il Wolverhampton manterrà la categoria perché oltre a una società economicamente fiorente, potrà vantare un’ampia rosa di talenti, senza dimenticare l’affluenza continua di speranze dalle giovanili. Non è un segreto che ogni stagione i Lupi integrino o, per lo meno, facciano annusare l’odore dell’erba del Molineux Stadium a molti dei propri giovani. Il Wolverhampton si salverà perché potrà contare su automatismi e tattiche acquisite da tempo, la Championship non è stata che una fase di rodaggio in vista della Premier League, che richiede piedi buoni, corsa, tanta corsa e un equilibrio tattico notevole (vedi Leicester di Ranieri). E poi, si sa, la disponibilità economica della Federazione inglese permette alle neopromosse di intascarsi un tesoretto che potranno poi reinvestire in ottica di mercato.