Autore: Giorgio Doninelli

Il canadese che ama la Svizzera

Cosa può portare un canadese, nato in Ontario, a vivere per molti anni in Svizzera? Forse il paesaggio simile a quello nordamericano, con molti laghi e fiumi per pescare e montagne per sciare, o ancora il multiculturalismo che accomuna i due Paesi. Sicuramente l’hockey, che da noi non è religione, ma è comunque fra gli sport più seguiti e praticati. Quello fra Larry Huras e la Svizzera è infatti un legame che va al di là del semplice rapporto di lavoro e del reciproco opportunismo. In Canada, o nasci con l’hockey nel sangue, o vieni contagiato da questo mondo...

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La Locomotiva è giunta al capolinea

Tutti ad un certo punto, anche se nel tuo caso nessuno lo vorrebbe, devono dire basta. Questo momento è arrivato anche te, Fabian Cancellara, il miglior sportivo svizzero di sempre se solo a Basilea non fosse nato un certo Roger. Specialista di cronometro e gare di un giorno (anche se hai vinto pure qualche breve corsa a tappe), basterebbero i tuoi successi per riempire righe e pagine. Molto meglio è allora leggere il tuo palmarès su internet e soffermarsi invece su alcuni aspetti che hanno caratterizzato la tua carriera e su ciò che hai rappresentato per il ciclismo. Innanzitutto,...

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Milan el sarà un gran Milan

La “Milano da bere” non c’è più, le “Luci a San Siro” men che meno. I riflettori del calcio mondiale si sono spostati su altre città, lasciando ormai al capoluogo lombardo un ruolo marginale. Non mi soffermo sulla parte neroazzurra – questione di gusti – ma quella rossonera ha a mio avviso ancora qualche carta da giocare e non è per il momento destinata a dire definitivamente addio ai successi di primo piano avuti durante l’era berlusconiana. Nonostante le ultime deludenti stagioni, il Milan gode infatti tuttora di una buona reputazione e popolarità, sia dal punto di vista dei...

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Carriere finte

Il ciclista sogna da sempre di essere il più veloce, il più forte, il migliore. Per farlo è disposto a tutto: allenamenti massacranti, sacrifici, e naturalmente assumere sostanze dopanti. Insomma, è pronto a vestire i panni della cavia e dello scienziato, del medico e del paziente, testando e somministrando a se stesso medicamenti che non curano nessuna malattia, se non la vulnerabilità di chi vuole sempre vincere. Questa ricerca di qualcosa che migliori le prestazioni può essere vista proprio come una corsa di biciclette in cui si cerca di andare in fuga, sempre un passo avanti al plotone, composto...

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CORNER IN IMMAGINI

L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

La sera prima di gara 5 della finale, Michael Jordan mangiò una pizza e si beccò una intossicazione alimentare. Volle scendere ugualmente in campo e segnò 40 punti. È questo il doping del campione vero: la voglia di giocare~Spike Lee