Se dopo aver recuperato Santon, Spalletti riesce a fare lo stesso con Ranocchia si può dire che è dotato di poteri mistici, degni di Star Wars. E’ l’ultimo Jedi“. (Leo Turrini, Sky Sport)

Nella folta categoria dei talenti rimpianti, sicuramente Andrea Ranocchia occupa una posizione di spicco nel panorama italiano e nerazzurro. Presentato al calcio professionistico come l’ “erede di Nesta” o “più forte di Bonucci” o il “post Walter Samuel”, il difensore umbro ha assistito, da spettatore quasi inerme, al suo progressivo inarrestabile declino.

 

  • RANOCCHIA I

Esordiente in serie B a 18 anni, alla guida di Antonio Conte ad Arezzo, Ranocchia infila grandi prestazioni, una dopo l’altra, arrivando ad essere già definito da un giornalista aretino “un giocatore destinato a rimanere negli annali dell’Arezzo Calcio e non solo, probabilmente uno dei talenti difensivi pronti a sbocciare nel panorama calcistico nazionale ed internazionale “. 

Grandi cose aspettano il giovane Andrea: dal passaggio al Genoa, girato subito al Bari di Conte, che diventa il Bari dei record di Giampiero Ventura. E così, il 23 agosto del 2009, ai microfoni di Sky, ritroviamo il nostro Andrea che commenta così il suo esordio in serie A contro l’Inter di Mourinho :” Di fronte avevamo due campioni come Eto’o e Milito, eppure li abbiamo annullati.” Un’esuberanza del Primo Ranocchia, che, ad oggi, fatichiamo anche solo ad immaginare.

Nel biennio pugliese, con Conte prima e Ventura poi, Ranocchia si afferma con 34 presenze e 3 gol.

 

  • RANOCCHIA II

Da quell’esordio a San Siro, passeranno 507 giorni per rivedere Ranocchia in quello stesso stadio, questa volta però con la maglia dei nerazzurri, decisi a dare una fresca soluzione alla longevità del trio Samuel- Lucio- Materazzi del post Triplete. Proprio il turbolento numero 23 nerazzurro, accoglierà a Milano Ranocchia con un vaticinio che, ad ora, ha il sapore del tragicomico : “È il nuovo Nesta”. 

E i primi sei mesi di Inter, sembrano rientrare nel solco di un percorso già scritto nelle stelle per Ranocchia. Già decisivo dopo appena un mese con un gol contro il Cagliari (0-1), arriva anche il primo trofeo con il trionfo in finale di Coppa Italia contro il Palermo.

La fiducia nel nuovo padrone della difesa nerazzurra è incondizionata e sembra aprirsi per lui un periodo ancora più roseo quando sulla bollente panchina interista si siede Andrea Stramaccioni.

 

 

  • RANOCCHIA III

Dall’annata 2012-2013, si apre un periodo in cui i destini dell’Inter e di Ranocchia seguono due rotte inverse: i nerazzurri entrano in una profonda depressione post triplete, in cui tutte le certezze storiche dei meneghini vanno lentamente sbriciolandosi. E in questa dolorosa restaurazione, Andrea Ranocchia è la fragile certezza: al ritiro della leggenda Javier Zanetti, il nuovo numero 23 interista ( pesante, pesantissima eredità lasciatagli da Materazzi) diventa quasi a sorpresa il nuovo capitano dell’Inter.

La fascetta sarà il turning point della carriera di Ranocchia. Un’eredità, quella di Zanetti, troppo pesante anche per il più esuberante dei giocatori. Figuriamoci per il nostro Andrea, ormai lontano conoscente del giovane talento di Bari.

Al primo coro dei tifosi per il nuovo Capitano, Andrea risponde alla sua maniera: “Fa un po’ effetto sentirlo per me dopo Javier”

 

  • RANOCCHIA IV

La fascia da capitano la tolsero a me per darla a Mauro Icardi. Arrivavo da un’annata non positiva in cui ero stato attaccato su tutti i fronti ma sono ancora vivo. E forse sto meglio di prima. Anzi, sicuramente. La fascia è solo un pezzo di stoffa. Si è capitani dimostrandolo ogni giorno e io sono un giocatore che dà tutto per l’Inter

La fase nera della carriera di Ranocchia continua ad orbitare ineluttabilmente attorno a Milano, con fugaci gite fra la Genova blucerchiata e lo Yorkshire dell’Hull City. E se in Liguria, i suoi errori sfiorano il grottesco, in Inghilterra sembra trovare una serenità ( e 1593 km di distanza da Milano) che gli permettono di entrare anche nella top 11 settimanale di Premier. Ma la retrocessione dei Tigers spegne ogni speranza di riscatto e nell’estate 2017, Ranocchia ritrova il suo armadietto pronto ad Appiano Gentile.

  • RANOCCHIA V

Nel destino di Ranocchia, che dalle rosee previsioni del giornalista aretino è passato a meste e sussurrate milanesi speranze, c’è però una variante umana non ancora considerata, agli inizi dell’estate 2017: Luciano Spalletti. E il nuovo allenatore dei nerazzurri non nasconde la sua fiducia nel terzo difensore della gerarchia arretrata. E Andrea ritrova, anche di fronte ai microfoni, una nuova determinatezza:“Spalletti considera tutti importanti, sia in allenamento che in partita. Mi ha convinto lui a rimanere, sin dal primo giorno mi ha spiegato che avrebbe puntato su di me”.

Spalletti vuole recuperare il difensore di Bari, contro tutto e tutti, anche degli stessi supporter nerazzurri, spesso abituati all’insulto ( spesso social) gratuito verso Ranocchia. Lo difende e dice con sicurezza ” dopo tutti questi allenamenti, posso dire che non è inferiore a Miranda e Skriniar”.

Con Spalletti, Ranocchia si è liberato anche dal peso del 23 di materazziana memoria

Oggi, alla vigilia di Inter-Chievo, complice l’assenza di Miranda, Ranocchia sembra pronto a rispondere sul campo alla fiducia di un allenatore che lo ha difeso, curato ed addestrato – usando le parole, seppur ironiche, di Leo Turrini – come un Maestro Jedi. E chissà che non possa aprirsi una nuova fase della carriera dell’ex capitano nerazzurro:

RANOCCHIA VI – Una nuova speranza.