22 settembre 2016. Dalla tribuna Monte Brè e dal resto dei settori dello stadio, i tifosi applaudono la vittoria del Lugano contro il Grasshopper, ignari del fatto che quella sarebbe rimasta l’ultima occasione per festeggiare i tre punti in campionato. Ma quella data è forse nel destino dei bianconeri, perché nella stessa giornata Armando Sadiku vede infrangersi contro il portiere del Servette i sogni di una stagione personale d’alto livello a Zurigo. Da quel giorno i due malati non hanno saputo riprendersi del tutto, zoppicando nei loro rispettivi tornei. Come fosse la chiusura di un cerchio, ora Armando Sadiku si è levato la divisa dei Tigurini per rimettersi quella con la “V” bianca su fondo nero, quasi a voler rimettere assieme i pezzi di un puzzle rimasto incompleto da troppo tempo.

Alla fine il tormentone Sadiku-Lugano si è concluso con un sorriso univoco sulla bocca di tutti. Il Lugano ha trovato un attaccante di livello che conosce bene la Super League, Sadiku potrà riabbracciare Tramezzani con cui ha vissuto bei momenti in Nazionale e lo Zurigo ha accontentato il suo ormai ex attaccante numero 11, trovandogli una sistemazione in prestito fino a giugno.

In estate, i movimenti in entrata per quel che concerne il reparto offensivo erano stati continui in casa bianconera, facendo giungere sulle rive del Ceresio molti giovani di belle speranze. Al termine del girone d’andata però il solo Rosseti ha contribuito in zona gol in maniera soddisfacente, timbrando il cartellino in 4 occasioni. Soltanto un gol invece per Ceesay e soprattutto Aguirre, arrivato con grandi attese dall’Udinese. Discorso a parte merita Ponce, il quale ha vissuto un inizio di stagione sfortunato, complice un intervento al menisco che l’ha tenuto fuori per un bel po’, facendogli collezionare appena 6 presenze senza gioie personali. In avvio di stagione, è stato soprattutto Egzijan Alioski a spingere nelle posizioni di testa la squadra ticinese, siglando ben 7 reti, tra lo stupore un po’ di tutti: “Ma l’era mia ‘n’ terzin?”

L’esterno macedone ha poi vissuto un periodo meno prolifico a partire dal mese di ottobre, andando a segno soltanto altre due volte in campionato. Non è un caso che il club di Renzetti abbia percorso al contrario la classifica, trovandosi ora in piena lotta per non retrocedere. Prevedibile o no, il calo in zona gol di Alioski è stato un piccolo dramma per il Lugano, incapace di trovare un’alternativa al suo uomo migliore.

Armando Sadiku potrebbe essere quello che da almeno due anni si sta cercando per l’attacco luganese. Quell’uomo d’area di rigore da schierare nel 4-3-3 che dovrebbe garantire potenza, presenza fisica e fungere  da riferimento per la manovra. Dimenticato qualcosa? Sì, buttare la palla oltre la linea di porta. Il 25enne è molto legato al Ticino, avendolo lanciato ai tempi del Locarno sette anni or sono. Proprio con le Bianche Casacche, il delantero balcanico mostrò tutto il suo fiuto del gol, diventando il faro della squadra prima di passare proprio al Lugano.

Pure in bianconero Sadiku si confermò, siglando 26 gol in 33 apparizioni in Challenge League. Voglioso di progredire ulteriormente, lasciò a metà della seconda annata il Lugano, provando il grande salto di classe, accasandosi allo Zurigo. Ma la Limmat non è il Cassarate, e le porte del Letzigrund d’improvviso si fecero tremendamente più piccole. Le cose con i Tigurini non sono mai andate troppo bene. Poche presenze, poche reti e probabilmente poca fiducia nel ragazzo, che poco più che ventenne non trovò le condizioni ideali per spiccare il volo definitivo.

Ma Sadiku scarso non è, tanto da tornare a far parlare di sé in Liechtenstein, quando da Zurigo prese la macchina e percorse quei 109 km che lo separavano da Vaduz. Un principe del Principato. L’albanese contribuì in maniera decisa alla salvezza della squadra, ritrovando gol e morale. Il Vaduz resta in Super League, mentre a scendere in Challange League è proprio Sadiku, che in estate fa ritorno allo Zurigo, retrocesso tra lo stupore generale.

Qui la partenza è stata più che da comprimario, con 4 gol in 6 partite, quasi a voler dire “in Super vi ci porto io”. Poi quel fatidico scontro del 22 settembre con Gonzalez l’ha costretto a passare parecchio tempo in infermeria, interrompendo troppo presto una stagione che poteva consacrarlo. Due mesi dopo rieccolo in campo, ma il consueto rodaggio e la forma fisica da ritrovare non hanno permesso a Sadiku di essere quello di prima. Mai i 90′, un solo acuto e in aggiunta l’ascesa del 20enne Moussa Kone, bravo ad approfittare dell’assenza del rivale di reparto per prendersi una maglia da titolare.

Fatti due conti e meditato sulle sue possibilità di trovare spazio con continuità, Sadiku da deciso di sfruttare Alptransit per fare ritorno a Lugano. Qui sembrano esserci davvero le possibilità per riprendere il discorso da dove lo si era lasciato. Il Lugano è vivo, ha gli uomini giusti per fare bene e la ventata di novità portata da Tramezzani potrebbe essere decisiva per tornare a far splendere il sole sul capoluogo Luganese. Sadiku è giunto in un ambiente meno frenetico, sicuramente non sempre tranquillissimo, ma obbiettivamente più di così il 25enne non potrebbe chiedere: un allenatore che lo stima e l’ha voluto fortemente, l’aria ticinese, che malgrado l’inquinamento atmosferico aumentato, è rimasta pressoché la stessa di quando finiva sulle pagine dei quotidiani ticinesi e non da ultimo la sua voglia di tornare grande. Sadiku potrebbe tornare ad essere il beniamino dei tifosi, caricandosi sulle spalle una squadra che ha voglia di sorprendere di nuovo.

Chissà infine che Renzetti non riesca anche a trattenere Gianni… con quel duo se ne potrebbero vedere delle belle.