Faccia a faccia con un campione svizzero

  • faccia a faccia con un campione svizzero

“Ticino e bocce, binomio vincente!” potrebbe essere uno slogan utile ad avvicinare (ancora di più) giovani ticinesi a questa disciplina che ad oggi non rientra ancora in quelle olimpiche, ma che tramite il presidente (C. Azéma) del massimo organo mondiale delle bocce ha presentato la propria candidatura ufficiale per entrare a farne parte  dal 2024. Negli anni, molti giovani atleti ticinesi hanno saputo imporsi a livello nazionale e compiere delle belle imprese anche sui palcoscenici internazionali. Tra i tanti possiamo ricordare il momò Malfanti (arrivato secondo agli europei di categoria under 18 nel 2008), Cairoli (vincitore invece di un oro sempre nell’europeo under 18), Gianinazzi (anche lui campione europeo under 18 e vincitore del campionato mondiale under 21) e Simone Reina, fresco vincitore del campionato svizzero under 23, oltre che detentore, insieme alla formazione ticinese, della Coppa Svizzera!

Oggi siamo proprio qui con Simone, con il quale parleremo di questa sua passione che si svolge ancora in un ambiente positivo e genuino. Nonostante molta gente possa pensare sia un’attività “da vecchi”, in realtà non lo è affatto. Scambiando due parole sul movimento bocciofilo giovanile, Simone ci ha anche spiegato che attualmente in Ticino le nuove leve non sono moltissime anche per via della scarsa conoscenza di questa attività da parte dei genitori. A questo punto la domanda ci sorge spontanea:

Simone, quando hai iniziato a praticare questo sport e com’è nata questa passione?

“Mi sono avvicinato a questo sport grazie a mio papà che giocava a bocce già da parecchi anni e il tutto è iniziato quando, nel 2006, smisi di giocare a calcio. Mio padre mi ha fin da subito sostenuto e accompagnato ai primi tornei ai quali ho partecipato. Il fatto di riuscire, già nel 2007, a laurearmi campione svizzero Under 15 ha sicuramente influito sul fatto che non abbia più smesso di giocare, anzi, ho cominciato a prendere questo impegno ancora più seriamente!”.

Nonostante l’immediata vittoria del campionato svizzero di categoria, immagino tu abbia dovuto dedicare parecchio tempo all’allenamento, visti anche i tuoi recenti successi. Come si imposta la tua preparazione per i grandi eventi ai quali devi partecipare?

“Come in tutte le discipline, anche nelle bocce bisogna allenarsi. Se a livello giovanile riuscivo ad essere tra i migliori già pochi mesi dopo il mio debutto, lo stesso non si può dire tra gli adulti, dato che ci sono molte più manifestazioni dove ho dovuto faticare maggiormente, siccome anche l’esperienza gioca un ruolo importante”.

Per quanto riguarda la preparazione fisica, ne esiste una specifica?

Innanzitutto è necessario fare una distinzione in base all’evento che si deve affrontare. Personalmente le gare a livello svizzero mi richiedono allenamento, ma nemmeno in maniera esagerata, parliamo di 1-2 volte a settimana, se invece, come mi è capitato quest’anno, vengo selezionato per partecipare ad un Campionato Europeo, allora la preparazione assume una maggiore importanza e di conseguenza l’impegno aumenta considerevolmente. Per questo tipo di eventi l’accento si pone soprattutto sullo sviluppo di tre aspetti: quello tecnico, quello fisico e quello mentale. Per la tecnica ho dedicato in media dalle 8 alle 10 ore alla settimana, mentre per quanto riguarda la preparazione fisica, anche se qualcuno che non conosce a sufficienza questo sport potrebbe rimanerne sorpreso, ho dedicato dalle 2 alle 3 uscite a settimana, in cui alternavo corsa, esercizi di coordinazione o semplicemente delle belle passeggiate. Da ultimo, ma importantissimo per riuscire ad arrivare al top della forma, ho svolto degli esercizi che aiutano a mantenere la concentrazione e la calma in ogni momento, aspetto cruciale in qualsiasi attività sportive in cui la vittoria è questione di centimetri”.

Medaglia di bronzo agli europei di categoria, vittorioso nel campionato svizzero under 23 e salito sul gradino più alto del podio nella Coppa Svizzera a squadre. Non si può certo dire che il 2016 non sia stato un anno pieno di successi. Quale di questi momenti ha avuto un maggior significato per te?

“È vero, il 2016 è stata un’ottima annata, oltre a quanto hai detto sono riuscito anche ad arrivare quarto nella classifica generale svizzera, confermandomi in numerose manifestazioni. Ma ad essere onesto l’evento con maggiore significato è stato il Campionato Europeo U23, svoltosi a Crema. Pochi minuti prima dell’inizio della semifinale sono incappato in un infortunio al polpaccio che non mi ha impedito di conquistare la medaglia di bronzo e quella d’argento nella competizione a squadre Senior, ma sono convinto che senza quel brutto gioco del destino avrei potuto dire la mia per la vittoria finale. Mi brucia ancora perché mi ero preparato molto ed avevo raggiunto, a mio modo di vedere, un livello di forma eccellente per tentare di laurearmi campione d’europa”.

Chissà la delusione…

“Confermo, mi sono sentito distrutto! Però, ora, sento che dentro di me c’è qualcosa che mi spinge a voler far ancora meglio, con la speranza che un giorno questa sconfitta, causata da qualcosa più grande di me, possa essere solo un avvenimento lontano che avrà contribuito in un modo o nell’altro a farmi salire sul gradino più alto del podio. Questa è la mia speranza”.

Concludendo, avrai anche tu un sogno nel cassetto, ce ne vuoi parlare?

“Tutti quanti hanno un sogno nel cassetto ed io vorrei vincere un campionato del mondo, individuale o a squadre che sia”.

In bocca al lupo, Simone!

2016-12-22T13:42:31+00:00 By |